I racconti del Borgo Marina

schermata-2016-09-27-a-16-14-24I FAVOLOSI ANNI ’50/’60 AFFACCIATI SUL PORTO CANALE

QUANDO L’ACQUA DEL PORTO CANALE ERA TRASPARENTE

Stentate a crederci? Ma è così. All’inizio degli anni ’60 l’acqua del mare era così trasparente che nel porto canale si vedeva il fondale. Diventava la piscina dei ragazzi che gareggiavano per essere un buon nuotatore. Norge era il più bravo e temerario, capace di fare tuffi spettacolari dalla cima del faro. Al pomeriggio andare a nuoto al trampolino, a qualche centinaia di metri dalla spiaggia fra il Grand Hotel e la Rotonda Deledda, era tappa obbligata. Andrea, Ermes (con le pinne Rondine), Vittorio erano degli abitué, avevano pochi rivali. Antonio, troppo poco canaglia, restava a terra al Bagno Giovanetti. Diventerà un dirigente bancario, e non capiva perché non lo invitavano a fare i tuffi.

In cima al molo si pescavano le aguglie dalla livrea di un semplice grigio argenteo, scuro sul dorso e quasi bianco sul ventre. Raggiungono la lunghezza di 90 cm ed il peso massimo di 1,3 kg.

 

CAMEL E NICHILESTA DELLA DINASTIA PENSO

Il nostro capofamiglia all’età di 5 anni è venuto ad abitare a Cervia nel Borgo Marina. Nella casa grande, che era di mattoni rossi, dietro al faro. E’ stata la casa di Camel e di Nichilesta. Al secolo i fratelli Antonio e Mario Penso. Uno l’opposto dell’altro. Il primo alto oltre 1 metro e 90 centimetri, ossuto sempre molto serio e distaccato, l’altro gioviale allegro, pacioso, abbronzato, sembrava più un turista che andava al Kursal Lido a ballare piuttosto che un pescatore. Embrambi grandi pescatori con ogni tempo. La famiglia veniva da Chioggia, come tante altre. Quella Penso è una grande dinastia marinara: Canavin, Pacion, è Pavon, Ninin, Violino, Fafin tutti Penso di cognome, ognuno con la propria vela “al Terzo”, con i disegni distintivi. Così le donne capivano se stavano rientrando in porto a pesca conclusa e preparavano il fuoco d’inverno per riscaldarsi e gli abiti asciutti. Oggi di questa famiglia c’è Tommaso che ha smesso da qualche anno di andare in mare, è il figlio di Camel.

 

BRAGOZZI, TRABACCOLI, LANCE, BATTENE, TOPI

Fino a qualche anno fa in porto a Cervia si vedevano ancora alcune di questi tipi di barche, impegnate attivamente nella pesca. Ora non più. Quelle recuperate all’abbandono sono tutte belle e restaurate e destinate al diporto domenicale. Oggi sono ancora più belle, ma sedentarie come la Lancia “Maria” di Renzo Benini, scomparso tragicamente in un incidente stradale, era il nostro giardiniere ed amico di famiglia, costruita nel 1949 dal cantiere Berti di Cattolica. Poi c’è il Lancione “Tre Fratelli di cui è armatore il Comune di Cervia, oltre 10 mt di scafo, costruito dal cantiere Della Santina di Cattolica nel 1966. O la Lancia “Assunta” del 1925 appartenente alla famiglia Marini.  Molte le possiamo ammirare nelle cartoline postali, in bianco e nero o già a colori. Nel Borgo Marina non c’è mai stata una folta flotta peschereccia, ma come abbiamo già visto molte famiglie marinare non erano di origine cervese, provenivano da Chioggia, Comacchio dall’area del Delta del Po. Ora i marinai imbarcati sono cingalesi e si chiamano Mouserof, Ruben,

In “CerviaHouses-book” trovate un volume su “La marineria di Cervia” di Renato Lombardi pubblicato nel 2009, potete trovare tutto sui pescatori e sulle loro storie.

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