“DIARIO DI BORDO”

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“Diario di bordo”

E’ PROPRIO UN BEL LIBRO, PIENO DI SORPRESE

Dal punto di vista dell’edizione non c’è proprio niente da dire. Bella e di pregio la copertina in tela, curata la tipografia del testo, ricco di foto in bianco e nero, con vignette umoristich e stampate su carta pregiata e colorata. Proprio un bel libro e gli autori della veste grafica ne erano consapevoli, perché solitamente i loro nomi sono relegati alle ultimissime pagine, invece qui nella prima pagina, in fondo a destra, ci sono i nomi di chi ha curato impaginazione e titoli, la copertina e le vignette. Qualche indizio che incuriosisce c’è. In quegli anni le cose migliori sono uscite dalla collaborazione, come abbiamo visto, di due grandi personaggi cervesi: Umberto Foschi ed il tipografo Saporetti. Qui di loro non c’è traccia. Allora apprestiamoci a gustare il contenuto del libro. La prefazione è stata affidata a Rudolf Gallus, probabilmente un giornalista straniero visto che tutti gli altri testi sono ad opera di colleghi italiani o di scrittori e visto che di stranieri nel 1966 alla “Marinata di Primavera” ce n’erano molti. Leggiamo: “Una volta all’anno, in maggio, un notevole gruppo di giornalisti italiani e stranieri residenti a Roma si raduna nel pittoresco porticciolo di Cervia per improvvisarsi… pescatori, addirittura pescatori d’alto mare! Già, perché dare instancabilmente la caccia a notizie ed informazioni utili od interessanti, ma anche di darla agli innocentissimi sgomberi, …” Aiiiaiii… qui hanno preso un granchio e non uno sgombro. All’8° riga di testo la prima canocchia. In Romagna le “papere” (non parliamo di volatili) le chiamiamo così, canocchie. Hanno preso una canocchia e volevano pescare sgombri.Se non siamo stati i primi ad accorgerci di questa papera immaginiamo che la colpa sia stata data al solito incolpevole correttore di bozze. Incolpevole perché lui corregge errori di battitura del testo e non deve dare la caccia agli sgomberi. A questi ci hanno pensato altri.

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