Aldo Spallicci

visita_spallicci1_large

Aldo Spallicci

I “PAMPINI” DEL GRAPPOLO D’UVA CHE MATURANO NEL TRALCIO DI VITE

Il germoglio di foglia della vite” da il titolo alla raccolta di poesie in volgare di Romagna: “Pampna” di Aldo Spallicci, pubblicato da Garzanti nel 1971. Sono poesie in dialetto che cantano la gente e la natura. Nato a Santa Maria Nuova di Bertinoro nel 1886, ora Santa Maria Nuova Spallicci, medico pediatra di professione è stato un cultore delle tradizioni popolari romagnole. Fervente mazziniano ha combattuto in Grecia, Francia e sul Carso. Antifascista venne incarcerato e fu fra i riorganizzatori del Partito Repubblicano Italiano. E’ stato parlamentare in più legislature a partire dalla Costituente. Si è sempre battuto per l’autonomia amministrativa della Romagna, di cui è stato un cultore delle tradizioni e della lingua romagnola alla quale ha dato un sistema di grafia. Promosse il Trebbo poetico a partire dal 1914 e ha fondato nel 1919 con Francesco Balilla Pratella, che scrisse con F.T. Marinetti il Manifesto della Musica Futurista, la rivista La Pié rivolta al recupero del dialetto e delle tradizioni popolari. Nelle sue poesie ha celebrato la pineta di Cervia e sua figlia ha fatto crescere generazioni di studenti insegnando alle scuole medie. Nella “CerviaHouses-book” trovate una copia ben conservata di “Pampna” e a pagina 80 potete leggere:

Quand ch’l’era incora zòvan

è vent u i dasé indéntar

dai incù, dai dman

è pòvar pinarèn

sota è garbèn scadné

l’è coma in znòcc pighé

(Quand’era ancora giovane, il vento gli si scagliò addosso e dacci oggi e dacci domani il povero pinarello sotto il garbino scatenato è come piegato in ginocchio…)

Commenti chiusi